Nel mondo della cybersecurity aziendale si parla sempre più spesso di automazione, eppure è la figura dell’Ethical Hacker a fare la differenza quando si tratta di capire se una vulnerabilità rilevata da un tool rappresenta davvero un rischio concreto. Scanner di vulnerabilità, piattaforme di exposure management, tool di penetration testing automatizzato, dashboard di rischio, controlli continui, report generati in tempo reale. Tutti strumenti utili, spesso indispensabili, soprattutto quando l’obiettivo è ottenere una prima fotografia tecnica dell’esposizione di un’infrastruttura. Il problema n...
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Dalla teoria alla trincea: perché i test di intrusione automatizzati non sostituiranno mai l’Ethical Hacker - ICT Security Magazine
Fonte: ICT Security Magazine