Il Cryptographic Bill of Materials (CBOM) risponde a una domanda che quasi ogni organizzazione, di fronte alla migrazione post-quantum, scopre di non saper trasformare in un elenco: dove, e con quali algoritmi, chiavi e certificati, l’azienda usa la crittografia. Sembra una domanda banale, e invece è insidiosa, perché la crittografia non vive in un posto solo. È incorporata nelle applicazioni, nelle librerie di terze parti, nei protocolli negoziati a runtime, nei certificati che scadono in silenzio, nell’hardware. Nessuno l’ha mai censita davvero, perché finora non è servito. Ora serve, e serv...
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Cryptographic Bill of Materials: l'inventario crittografico
Fonte: ICT Security Magazine